Si avvia a conclusione il Progetto “BIO SP.HE.RE.”: mix algale e Cannabis Sativa L. per la tutela della biodiversità del Pianeta

Cofinanziata dalla Regione Puglia, l’attività di ricerca e innovazione è stata condotta in partenariato da ApuliaKundi, Innovative Solutions ed Enjoy Farm

È in dirittura d’arrivo il Progetto “BIO SP.HE.RE.” (Bio integrated Spirulina and Hemp Remediation), sfida innovativa che ha coinvolto ApuliaKundi, start up pugliese che si occupa di ricerca nell’ambito delle microalghe, Innovative Solutions, spin off del Politecnico di Bari, ed Enjoy Farm, Cooperativa che promuove la diffusione della cultura della Green economy.

L’attività progettuale, ammessa a cofinanziamento dalla Regione Puglia (Sezione Competitività delle
filiere agroalimentari nell’ambito dell’avviso pubblico per la presentazione di progetti di ricerca ed innovazione e interventi a carattere pilota con D.D. 189 del 17/10/2018 – CUP B33D17004520002), ha creato un partenariato di soggetti aggregati in filiera produttiva, tutti pugliesi, con l’obiettivo di verificare e validare scientificamente l’utilizzo integrato in agricoltura di un mix algale con la Cannabis Sativa L. per potenziare l’azione della fitodepurazione di acque e terreni inquinati da metalli pesanti.

Attraverso l’ottenimento dei principali risultati attesi, “BIO SP.HE.RE.” convaliderà le ipotesi di ricerca scientifica: questo permetterà non solo di offrire un valido contributo all’ambito della ricerca, ma anche di introdurre una soluzione sostenibile e innovativa, in termini di potenziale utilizzo e applicazione sul nostro territorio, attraverso la creazione di un modello ad hoc, sia nel settore pubblico che privato.
L’inquinamento dei suoli con metalli pesanti resta una grave criticità, soprattutto in aree industrializzate. Da qui la necessità di esplorare metodologie di depurazione di suoli contaminati mediante strategie innovative che presentino un’efficacia evidente. Nell’ambito di questo progetto, è stato sperimentato un sistema fito-depurativo innovativo; sono stati esplorati i benefici derivanti, dall’attività sinergica della Cannabis sativa L. e delle microalghe nel sequestrare i metalli pesanti in terreni contaminati. L’applicazione della Risonanza Magnetica Nucleare e della spettrometria ICP-ottica ha permesso di svelare e razionalizzare anche minime variazioni di contenuto di metalli contaminanti. I risultati ottenuti sono estremamente incoraggianti in termini di cattura selettiva di metalli pesanti con un accumulo differenziato all’interno dei tessuti della pianta.

«I risultati sono stati sorprendenti in quanto hanno mostrato che la nota robustezza vegetativa della Cannabis sativa L. è ancor più esaltata in condizioni fortemente inquinate e in presenza dell’opportuno mix algale – dichiara il prof. Vito Gallo, responsabile scientifico del Progetto –. La distribuzione dei contaminanti all’interno dei tessuti, inoltre, offre interessanti spunti per il possibile riutilizzo della canapa dopo il ciclo di fito-depurazione. In pratica, ci sono tutte le condizioni per passare dalla sperimentazione controllata in serra ad una sperimentazione molto più estesa in siti realmente inquinati la cui bonifica è un obiettivo istituzionale».

Concludendo, i risultati lasciano ben sperare in un proficuo impiego di tale strategia fito-depurativa in un contesto di economia circolare.